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giovedì 13 gennaio 2011

Fallimenti, provincia di Brescia vicino al record

Di questi record ne vorremmo fare a meno. Purtroppo però ci toccano. Eccome se ci toccano.
Così come il drastico aumento della disoccupazione e il costante ricorso alla cassa integrazione, il boom dei fallimenti è l'ennesima conferma che nella nostra provincia si fa ancora fatica a dimenticare i «dolori» della crisi. Nell'anno che ci siamo lasciati alle spalle, 313 società bresciane sono giunte al capolinea segnando un +23% rispetto al 2009, quando il registro dei fallimenti si chiudeva alla pagina 254 con altrettante aziende finite in default. Trecentotredici non è però il nostro record storico, quello è stato fatto nel 2005 con 329 sentenze irreversibili, ma il terzo peggior risultato degli ultimi quindici anni. Se vogliamo essere però scrupolosi, trecentotredici è lo score più negativo dell'ultimo lustro. E ciò giustifica pure il fatto che nei dodici mesi del 2010, gli operatori della sezione commerciale del Tribunale sono stati costretti a supportare una mole di lavoro che non si verificava da anni.


Non si fa infine fatica a capire quanto ancora stia soffrendo il nostro tessuto industriale e manifatturiero. Scorriamo dunque la lunga lista dei fallimenti del 2010 e nell'elenco troviamo aziende storiche come Paghera, Pastificio Pagani, Selca, Cacciamali, Bregoli, Wictor. Senza poi dimenticare i tre botti di fine anno, ovvero le tre sentenze che hanno messo in ginocchio il gruppo caseario Medeghini. «Lo scenario è allarmante - aveva (pre)detto in un'intervista del dicembre 2009, il giudice Raffaele Del Porto - perché a preoccupare di più l'aspetto qualitativo di questo fenomeno. Prima della crisi, le procedure concorsuali riguardavano perlopiù imprese fatte nascere per essere portate al fallimento. Quelle aziende, spesso appartenenti al settore edile, che racimolavano denaro senza pagare i contributi ai dipendenti e le imposte all'Erario, e nel giro di un anno o due, finivano per essere dichiarate fallite. Ora non è più così - aveva sentenziato Del Porto -: questa crisi sta portando al fallimento società con una storia vera».
Così è stato. E anche per il 2010, il settore più colpito resta quello edile. Un'azienda su tre, di quelle finite nel registro «nero» della sezione commerciale del Tribunale di Brescia, operava infatti nel comparto delle costruzioni.
Un discorso analogo va fatto pure per le procedure di concordato preventivo. Nel 2010 sono 31 le società che hanno fatto ricorso a questa sorta di «giubbotto» di salvataggio dal fallimento . L'anno precedente il numero era invece leggermente superiore (33), ma rispetto al 2010 sono molte di più le società che non hanno ottenuto l'omologa della procedura e, di conseguenza, si sono trovate di fronte a una drastica fine.
Tra i corridoi del Palagiustizia c'è chi dice che il picco dei fallimenti del 2010 potrà peggiorare nei prossimi dodici mesi. Noi preferiamo pensare che la nostra provincia sia già pronta a una riscossa.

di Erminio Bissolotti
(giornaledibrescia.it)